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Sovranità Interrotta: Una Valutazione Strategica del Caso Standing Rock

Un'analisi strategica del conflitto per il Dakota Access Pipeline, che esamina le violazioni dei trattati, il razzismo ambientale e le raccomandazioni politiche.

Sovranità Interrotta: Una Valutazione Strategica del Caso Standing Rock
Fonte dell'immagine: Wikimedia Commons / Wikipedia — Dakota Access Pipeline protests

Punti chiave

  • La costruzione del Dakota Access Pipeline ha violato i diritti sovrani della Nazione Sioux di Standing Rock, garantiti dai trattati del 1851 e 1868.
  • Lo spostamento del tracciato dell'oleodotto da un'area a maggioranza bianca (Bismarck) a una che minaccia la riserva indigena è un chiaro caso di razzismo ambientale.
  • La risposta delle forze dell'ordine e delle società di sicurezza private contro i manifestanti pacifici è stata sproporzionata e militarizzata.
  • Il processo di approvazione federale, guidato dall'US Army Corps of Engineers, è stato fallimentare nel rispettare gli obblighi di consultazione tribale.
  • È necessario un nuovo quadro normativo federale che integri il principio del Consenso Libero, Previo e Informato (FPIC) per tutti i progetti infrastrutturali su terre indigene.

Questo documento programmatico sostiene che il processo di approvazione e costruzione del Dakota Access Pipeline (DAPL) ha rappresentato un fallimento sistemico della politica federale statunitense, privilegiando gli interessi dell'industria fossile a scapito degli obblighi legali sanciti dai trattati, della giustizia ambientale e della sovranità della Nazione Sioux di Standing Rock. Si raccomanda l'adozione legislativa di un quadro vincolante basato sul Consenso Libero, Previo e Informato (FPIC) per tutti i futuri progetti infrastrutturali che impattano terre e risorse indigene, al fine di prevenire il ripetersi di simili violazioni e mitigare i rischi legali, finanziari e sociali.

Fatti chiave

  • Progetto: Dakota Access Pipeline (DAPL), oleodotto di 1.886 km dal North Dakota all'Illinois.
  • Costo: 3,8 miliardi di dollari.
  • Operatore: Energy Transfer Partners (ETP), con finanziamenti da istituzioni come Wells Fargo, JPMorgan Chase e Bank of America.
  • Contesto legale: Territorio coperto dai Trattati di Fort Laramie del 1851 e 1868, che garantiscono alla Grande Nazione Sioux diritti su terra e acqua.
  • Impatto: L'oleodotto attraversa il Lago Oahe, un bacino del fiume Missouri, unica fonte di acqua potabile per la Riserva di Standing Rock.
  • Proteste: Da aprile 2016 a febbraio 2017, migliaia di "protettori dell'acqua" si sono accampati per bloccare la costruzione, subendo una risposta militarizzata che ha portato a oltre 760 arresti.

Summary

Il caso del Dakota Access Pipeline (DAPL) costituisce un punto di svolta critico nell'analisi delle relazioni tra lo Stato federale americano, le corporazioni energetiche e le nazioni indigene sovrane. Questo documento esamina le decisioni politiche e normative che hanno portato all'approvazione del progetto nonostante le evidenti minacce ambientali e le palesi violazioni dei diritti sanciti dai trattati. L'analisi dimostra che:

  • Il processo di autorizzazione condotto dall'U.S. Army Corps of Engineers (USACE) è stato legalmente e proceduralmente carente, ignorando gli obblighi fiduciari e di consultazione nei confronti della Nazione Sioux di Standing Rock.
  • La decisione di deviare il tracciato dell'oleodotto, originariamente previsto vicino alla città a maggioranza bianca di Bismarck, verso le terre del trattato di Standing Rock, rappresenta un esempio da manuale di razzismo ambientale.
  • La risposta delle forze dell'ordine statali e locali, supportate da società di sicurezza private, è stata sproporzionata e ha violato i diritti civili dei manifestanti, inquadrando un movimento di protezione delle risorse idriche come una minaccia alla sicurezza nazionale.
  • Le attuali normative federali, come il National Environmental Policy Act (NEPA), si sono dimostrate inadeguate a garantire una protezione efficace per le nazioni tribali.

Questo documento raccomanda l'adozione di una nuova politica federale che renda obbligatorio il Consenso Libero, Previo e Informato (FPIC), come definito nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni, come precondizione per l'approvazione di qualsiasi progetto infrastrutturale che possa avere un impatto sui territori o sulle risorse indigene.

Background

La controversia sul DAPL non nasce nel 2016. Le sue radici affondano in oltre 150 anni di politiche federali volte all'espropriazione delle terre e all'assimilazione forzata dei popoli nativi. La Grande Nazione Sioux, di cui la tribù di Standing Rock è parte costituente, firmò i Trattati di Fort Laramie nel 1851 e nel 1868. Questi accordi, che secondo l'Articolo VI della Costituzione degli Stati Uniti sono "la legge suprema del Paese", definivano un vasto territorio di sovranità Sioux, includendo gran parte degli attuali stati del North e South Dakota, Nebraska, Wyoming e Montana. La successiva scoperta di oro nelle Black Hills e la fame di terra dei coloni portarono alla sistematica violazione di questi trattati da parte del governo statunitense, culminata nella riduzione forzata della Grande Riserva Sioux in frammenti isolati.

Mappa degli Stati Uniti con i colori della bandiera dei Nativi Americani, a simboleggiare la terra originaria dei popoli indigeni.

Il progetto DAPL, proposto nel 2014 da Energy Transfer Partners (ETP), con sede a Dallas, prevedeva il trasporto di circa 570.000 barili di petrolio greggio al giorno dai giacimenti di Bakken nel North Dakota a un hub in Illinois. Il tracciato originale proposto avrebbe attraversato il fiume Missouri a nord di Bismarck, la capitale dello stato. Tuttavia, a seguito delle preoccupazioni sollevate dalla popolazione prevalentemente bianca della città riguardo a una potenziale contaminazione della loro fonte d'acqua, l'USACE e ETP hanno riesaminato il percorso. La nuova rotta, approvata nel 2015, spostava l'attraversamento del fiume a meno di un chilometro a nord della Riserva di Standing Rock, minacciando direttamente l'unica fonte di acqua potabile per circa 10.000 residenti, per l'85% Nativi Americani.

"Dal principio, ci siamo opposti all'oleodotto. Abbiamo detto loro che minacciava il nostro futuro, la nostra acqua, la nostra stessa vita. Non ci hanno ascoltato. Per loro, siamo sempre stati sacrificabili." – LaDonna Brave Bull Allard, fondatrice del campo di protesta Sacred Stone, 2017

Nell'aprile 2016, in risposta all'imminente inizio dei lavori, membri della tribù di Standing Rock, guidati da figure come LaDonna Brave Bull Allard, hanno istituito il Sacred Stone Camp vicino alla confluenza dei fiumi Cannonball e Missouri. Questo piccolo accampamento è cresciuto rapidamente, diventando un movimento globale noto con l'hashtag #NoDAPL. Ha attratto migliaia di sostenitori da oltre 300 nazioni tribali e da tutto il mondo, uniti dalla frase "Mni Wiconi" – "L'acqua è vita" in lingua Lakota. La protesta non era solo contro un oleodotto, ma per la riaffermazione della sovranità indigena, la protezione dei siti sepolcrali e culturali sacri e la lotta contro l'industria dei combustibili fossili nel contesto della crisi climatica.

Happi American Horse, un membro della Nazione Sicangu Lakota, si incatena a un macchinario da costruzione in un atto di azione diretta contro il Dakota Access Pipeline nell'agosto 2016.

La risposta dello Stato del North Dakota e delle forze dell'ordine, coordinata con le società di sicurezza private assunte da ETP (tra cui TigerSwan), è stata rapida e brutale. I manifestanti pacifici, che si autodefinivano "protettori dell'acqua", sono stati accolti con gas lacrimogeni, proiettili di gomma, granate assordanti e cannoni ad acqua utilizzati a temperature sotto lo zero. Questa escalation ha trasformato un sito di preghiera e resistenza in una zona di conflitto a bassa intensità, documentata in tempo reale sui social media e ampiamente condannata dai gruppi per i diritti umani.

The evidence base

L'analisi dei dati fattuali rivela la natura discriminatoria del processo decisionale e l'entità dei rischi imposti alla comunità di Standing Rock. Il fulcro del problema risiede nella disparità di trattamento riservata a comunità diverse e nella deliberata minimizzazione dei rischi ambientali e culturali.

Analisi Comparativa del Rischio: Bismarck vs. Standing Rock

La decisione di spostare il tracciato dell'oleodotto lontano da Bismarck e vicino a Standing Rock non è stata un caso, ma il risultato di una valutazione del rischio che ha implicitamente assegnato un valore inferiore alla salute e alla sicurezza di una comunità indigena. La tabella seguente mette a confronto i profili demografici delle due aree.

Indicatore Contea di Burleigh (Bismarck) Contea di Sioux (Standing Rock)
Popolazione (Censimento 2010) 81.308 4.153
% Nativi Americani 1,3% 84,1%
% Bianchi (non ispanici) 94,8% 13,8%
Reddito familiare mediano $53.473 $34.028
Tasso di povertà 8,9% 39,7%
Distanza dal tracciato DAPL ~16 km (tracciato respinto) < 1 km (tracciato approvato)

Fonte: U.S. Census Bureau, 2010; analisi del tracciato DAPL.

I dati mostrano in modo inequivocabile che il rischio è stato trasferito da una comunità prevalentemente bianca e relativamente benestante a una comunità a stragrande maggioranza indigena e con un tasso di povertà quasi quintuplo. Questa è la definizione operativa di razzismo ambientale.

Veduta aerea della zona del fiume Cannonball, North Dakota, dove l'acqua limpida del fiume si mescola con le acque più scure del Lago Oahe.

Fallimento del Processo Normativo

L'USACE ha autorizzato il progetto utilizzando un processo accelerato, il Nationwide Permit 12 (NWP 12), che consente di approvare progetti come gli oleodotti senza una valutazione di impatto ambientale (VIA) completa, a condizione che ogni singolo attraversamento di corso d'acqua abbia un impatto minimo. Questo approccio frammentario ha permesso a ETP e all'USACE di ignorare l'impatto cumulativo di un'infrastruttura di quasi 2.000 km.

Cronologia delle Decisioni Chiave e dell'Escalation

Il grafico sottostante illustra la sequenza di eventi che hanno portato alla costruzione dell'oleodotto e alla soppressione delle proteste.

Cronologia del Conflitto DAPL (2014-2017) 2014 Proposta DAPL 2015 Tracciato spostato da Bismarck Apr 2016 Nasce Sacred Stone Camp Lug 2016 USACE approva i permessi Dic 2016 Amministrazione Obama nega la servitù Feb 2017 Amministrazione Trump approva, i campi vengono sgomberati

Options considered

Di fronte alla proposta del DAPL, l'amministrazione federale e l'USACE avevano a disposizione diverse opzioni politiche e normative. L'analisi di queste alternative evidenzia la scelta deliberata di un percorso che ha massimizzato il conflitto e il danno.

  1. Mantenere il tracciato originale a nord di Bismarck. Questa opzione avrebbe comportato la necessità di affrontare le preoccupazioni della popolazione di Bismarck e costi potenzialmente più elevati per le misure di mitigazione richieste. Tuttavia, avrebbe evitato il conflitto diretto con la Nazione Sioux e l'attraversamento di aree di cruciale importanza culturale e idrica per la tribù. Questa opzione è stata scartata per ragioni di convenienza politica ed economica, privilegiando una comunità rispetto a un'altra.

  2. Negare il permesso in base ai diritti del trattato. L'opzione più solida dal punto di vista legale e morale. Il governo federale avrebbe potuto, e dovuto, negare la servitù di passaggio sotto il Lago Oahe sulla base del fatto che il progetto violava i diritti su terra e acqua garantiti dai Trattati di Fort Laramie. Questa decisione avrebbe affermato la supremazia del diritto dei trattati e l'obbligo fiduciario federale, ma avrebbe incontrato una forte opposizione da parte dell'industria energetica e dei suoi alleati politici.

  3. Imporre una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) completa. Invece di utilizzare il permesso accelerato NWP 12, l'USACE avrebbe potuto richiedere una VIA completa per l'intero progetto. Questo processo avrebbe richiesto un'analisi approfondita di tutti gli impatti ambientali, sociali e culturali, inclusi i rischi di sversamenti, l'impatto sul clima e le conseguenze per i siti sacri. Avrebbe inoltre imposto un processo di consultazione tribale formale e significativo, offrendo alla tribù di Standing Rock una piattaforma ufficiale per esprimere le proprie preoccupazioni. Questa opzione è stata temporaneamente adottata dall'amministrazione Obama nel dicembre 2016, ma immediatamente rovesciata dall'amministrazione Trump nel gennaio 2017.

  4. Approvare il progetto così com'era (l'opzione scelta). Questa è stata la via di minor resistenza politica ed economica immediata per i proponenti del progetto. Ha comportato l'uso del permesso NWP 12, una consultazione tribale considerata dalla tribù stessa e dai tribunali come una farsa, e l'approvazione del tracciato che poneva il rischio maggiore sulla comunità più vulnerabile. Questa opzione ha garantito i profitti a breve termine per Energy Transfer Partners ma ha generato costi enormi a lungo termine in termini di contenzioso legale, danno reputazionale, disordini sociali e delegittimazione delle istituzioni federali.

Recommendation

Sulla base delle prove analizzate, questo documento raccomanda l'adozione di un nuovo quadro politico e legislativo federale per la valutazione e l'approvazione di grandi progetti infrastrutturali. Questo quadro deve superare le carenze del NEPA e di altri statuti esistenti, ponendo al centro la sovranità tribale e la giustizia ambientale. La pietra angolare di questa nuova politica deve essere l'incorporazione vincolante del principio del Consenso Libero, Previo e Informato (FPIC) come requisito non negoziabile per qualsiasi progetto che attraversi, utilizzi o impatti terre, acque o risorse culturali delle nazioni indigene riconosciute a livello federale.

L'implementazione dell'FPIC significherebbe che:

  • Le nazioni tribali non sono semplici "stakeholder" da consultare, ma nazioni sovrane con diritto di veto su progetti che minacciano la loro esistenza e il loro benessere.
  • La consultazione deve avvenire prima che qualsiasi piano sia finalizzato o approvato, non come formalità a cose fatte.
  • Alle tribù devono essere fornite tutte le informazioni pertinenti, in modo trasparente e comprensibile, per consentire loro di prendere una decisione informata.
  • La decisione finale della nazione tribale (consenso o diniego) deve essere rispettata dall'ente federale responsabile.

Adottare l'FPIC non è una misura radicale, ma l'allineamento della legge statunitense agli standard internazionali sui diritti umani, come la Dichiarazione ONU sui Diritti dei Popoli Indigeni, che gli Stati Uniti hanno approvato nel 2010. Questa politica servirebbe a de-rischiare i progetti infrastrutturali, prevenendo conflitti costosi come quello di Standing Rock e garantendo che lo sviluppo avvenga in modo equo e sostenibile.

Diritto dei Trattati

Sovranità Idrica

Interessi Fossili

Giustizia

Risks and objections

L'adozione di un quadro basato sull'FPIC incontrerà prevedibilmente obiezioni significative, che devono essere affrontate direttamente.

  • Obiezione 1: "Mina la sicurezza energetica e l'indipendenza nazionale." Questo argomento è fallace. Gran parte del petrolio greggio leggero trasportato dal DAPL e da altri oleodotti simili è destinato all'esportazione sui mercati globali, non al consumo interno. La vera sicurezza energetica risiede nella transizione verso fonti rinnovabili, un processo che progetti come il DAPL ritardano, bloccando capitali e infrastrutture in un modello energetico obsoleto e dannoso per il clima.

  • Obiezione 2: "Blocca lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro." I posti di lavoro creati da grandi progetti infrastrutturali sono in gran parte temporanei e legati alla fase di costruzione. Nel caso del DAPL, dei circa 12.000 posti di lavoro temporanei, solo una manciata sono diventati permanenti per la manutenzione. Al contrario, il danno economico a lungo termine causato da uno sversamento di petrolio – in termini di costi di bonifica, perdita di attività agricole e turistiche, e spese sanitarie – supererebbe di gran lunga i benefici economici a breve termine.

"Quando costruisci un'infrastruttura che durerà 50 anni, devi chiederti: quale mondo stiamo costruendo? Un mondo che continua a dipendere da un'energia che distrugge il pianeta, o un mondo che rispetta i limiti ecologici e i diritti umani? Standing Rock ci ha posto di fronte a questa scelta." – Bill McKibben, The Guardian, 2016

  • Obiezione 3: "Le tribù non dovrebbero avere un potere di veto su progetti di importanza nazionale." Questa obiezione ignora lo status legale unico delle nazioni indigene come entità sovrane preesistenti agli Stati Uniti, con diritti garantiti da trattati che sono la legge suprema del Paese. L'FPIC non conferisce un nuovo potere; semplicemente impone allo Stato federale di rispettare i diritti sovrani che già esistono. Rispettare questi diritti è un prerequisito per uno Stato di diritto funzionante e per una relazione giusta e onorevole con i primi popoli di questa terra.

La Terra vista dallo spazio durante la missione Apollo 17, un'immagine che sottolinea l'interconnessione e la fragilità dei sistemi ecologici globali.

Il rischio maggiore non risiede nell'adozione dell'FPIC, ma nel mantenimento dello status quo. Continuare a ignorare i diritti dei trattati e la giustizia ambientale garantisce solo il ripetersi di conflitti come Standing Rock, con costi crescenti in termini di contenzioso, polarizzazione sociale e danno ambientale irreparabile.

Sources & further reading

  1. Estes, Nick. Our History Is the Future: Standing Rock Versus the Dakota Access Pipeline, and the Long Tradition of Indigenous Resistance. Verso Books, 2019.
  2. Human Rights Watch. "'They're Chasing Us Away From Our Own Land': The Forced Dispersal of the Standing Rock Protesters." 2017. https://www.hrw.org/report/2017/06/21/theyre-chasing-us-away-our-own-land/forced-dispersal-standing-rock-protesters
  3. Harvard Law Review. "Treaty Rights and the Dakota Access Pipeline." Vol. 130, No. 6, 2017. https://harvardlawreview.org/2017/04/treaty-rights-and-the-dakota-access-pipeline/
  4. Al Jazeera. "What's next for the Dakota Access Pipeline and Standing Rock?" 2021. https://www.aljazeera.com/economy/2021/5/24/whats-next-for-the-dakota-access-pipeline-and-standing-rock
  5. United Nations. "Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni." https://www.un.org/development/desa/indigenouspeoples/wp-content/uploads/sites/19/2018/11/UNDRIP_I_web.pdf
  6. NPR. "A Federal Judge Orders The Dakota Access Pipeline To Shut Down." 6 luglio 2020. https://www.npr.org/2020/07/06/887834311/a-federal-judge-orders-the-dakota-access-pipeline-to-shut-down

Domande frequenti

Cosa è successo a Standing Rock?
Tra aprile 2016 e febbraio 2017, la tribù Sioux di Standing Rock e i suoi alleati hanno protestato contro la costruzione del Dakota Access Pipeline (DAPL), un oleodotto che minacciava la loro unica fonte d'acqua, il fiume Missouri, e violava siti culturali sacri. Le proteste, note come #NoDAPL, hanno attirato l'attenzione internazionale.
Chi era responsabile della costruzione del Dakota Access Pipeline?
Il progetto è stato sviluppato e gestito dalla società Energy Transfer Partners (ETP), con il sostegno finanziario di numerose banche internazionali. Il governo federale degli Stati Uniti, in particolare l'U.S. Army Corps of Engineers, è stato responsabile di aver concesso i permessi di costruzione nonostante le obiezioni della tribù e i rischi ambientali.
Quali sono state le cifre chiave del conflitto di Standing Rock?
L'oleodotto è lungo 1.886 km e ha avuto un costo di 3,8 miliardi di dollari. Durante le proteste, che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, sono state arrestate oltre 760 persone. La risposta delle forze dell'ordine è costata allo stato del North Dakota oltre 38 milioni di dollari. Nonostante le proteste, l'oleodotto è operativo da giugno 2017.
Perché il caso Standing Rock è ancora controverso?
Il caso è controverso perché incarna il conflitto irrisolto tra lo sviluppo economico basato sui combustibili fossili e i diritti dei popoli indigeni, la sovranità tribale e la protezione ambientale. Molti sostengono che il governo USA abbia dato priorità agli interessi aziendali rispetto ai suoi obblighi fiduciari e di trattato verso le nazioni native.
Quali sono le conseguenze odierne di Standing Rock?
Oggi, l'oleodotto continua a trasportare petrolio, rappresentando un rischio costante di sversamento per la Nazione Sioux. Tuttavia, il movimento #NoDAPL ha rinvigorito l'attivismo indigeno globale per la giustizia climatica e i diritti territoriali, e ha spinto diverse istituzioni finanziarie a rivedere le loro politiche di investimento in progetti controversi.
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